
Giorno 2
L’impatto ambientale del mio guardaroba
Ciao!
Sono Elena, faccio parte dell’associazione Impatto dagli inizi, quando eravamo solo in sei. Ora siamo un bel gruppo e ogni nuovo progetto è sempre più interessante e stimolante! 💪
Io sono ancora alle prime armi, lo ammetto, ma mi metto in gioco continuamente e questa challenge in particolare mi fa ricordare l’importanza di ogni mio gesto e di ogni mia scelta, anche nel mio guardaroba!
Oggi ti accompagnerò alla scoperta dell’impatto del tuo armadio🕴️
Hai mai pensato all’impatto che hanno i tuoi vestiti, le tue scarpe, i tuoi accessori? 👚👟👒 Spesso si sente parlare dell’impronta ambientale e sociale che hanno il cibo, le macchine, gli elettrodomestici… ma dell’industria della moda se ne parla sempre troppo poco.
Devi sapere una cosa: l’industria tessile è tra le più inquinanti al mondo. 🏭
Iniziamo subito con qualche dato importante. Ciò che indossiamo ha un impatto ambientale non poco indifferente: ogni anno vengono prodotte oltre 1,7 miliardi di tonnellate di CO2, e vengono impiegati miliardi di metri cubi di acqua 💦. Ma l’elenco è appena iniziato: si parla infatti di un eccessivo e errato sfruttamento del suolo con deforestazioni 🌳, perdita di biodiversità e rischio di salute per lavoratori e consumatori a causa del robusto utilizzo di pesticidi 😷. Si parla della dispersione di microplastiche nei mari, dell’inquinamento prodotto dalle discariche 🚮 e dell’elevato impatto sociale di questa grande industria.
E cosa ancor peggiore è che, in base ai dati dell’Oekom Research, più del 50% delle aziende appartenenti al settore tessile non ha ancora adottato misure utili e necessarie a ridurre il proprio impatto ambientale.
A questo punto è doveroso trattare alcuni punti in maniera più approfondita.
Emissioni di gas a effetto serra 💨
Secondo le stime della Commissione Economica Europea, il settore tessile è responsabile del 10% delle emissioni mondiali di gas a effetto serra. Le emissioni sono associate alla fase di produzione degli abiti, ma anche al loro trasporto e il loro smaltimento nelle discariche. Molto spesso infatti c’è la tendenza a comprare ed utilizzare gli indumenti come prodotti “usa e getta”, perché i vestiti costano poco, quindi viene data poca importanza al loro utilizzo nel tempo (fast fashion ti dice qualcosa?). Questo porta ad un notevole aumento del rifiuto, spesso non riciclabile: a livello mondiale meno dell’1% degli indumenti viene riciclato come vestiario 😧

Inquinamento e spreco di acqua 💧
“Dalla coltivazione della pianta di cotone al lavaggio dei nostri vestiti, l’acqua riveste da sempre un ruolo fondamentale nell’industria della moda.” È proprio così che inizia l’articolo di Dress the change, “Il consumo dell’acqua nell’industria della moda”, che fornisce dati importanti sugli effetti collaterali mondiali di questa industria.
L’industria della moda utilizza ogni anno una quantità spropositata di acqua🚰: è responsabile del 20% del suo spreco globale. Hai visto l’infografica qui sopra? Sì, 2.700 litri di acqua per una maglietta… sembra incredibile ma, ahimè, è tutto vero 🤦
Inoltre in tutto il processo di lavorazione si verifica un elevato inquinamento idrico che si protrae anche successivamente alla produzione dovuto alla tintura e alla tipologia della fibra: i tessuti sintetici sperdono microplastiche ad ogni lavaggio. Questa industria ogni anno è responsabile di 0,5 milioni di tonnellate di fibre sintetiche in mare ☠️
Impatto sociale 👫
Molta importanza va data anche all’impatto sociale! Spesso le condizioni in cui lavorano le persone sono disumane, gli stipendi e i contratti al limite (o meno) della dignità. Ne abbiamo parlato in maniera dettagliata nella challenge #modaetica che abbiamo realizzato in collaborazione con l’associazione Dress the Change (ti invito ad iscriverti se ti interessa approfondire l’argomento 😉).
Economia circolare ♻️
Nel febbraio del 2021 il Parlamento europeo ha votato per il nuovo Piano d’azione per l’economia circolare, chiedendo l’integrazione di ulteriori misure, ancor più severe in relazione al riciclo, con obiettivi vincolanti da raggiungere entro il 2030 per l’uso e il consumo di materiali. Il fine è quello di realizzare il passaggio ad un’economia circolare e sostenibile in tutte le sue dimensioni entro il 2050.
L’economia circolare implica condivisione, riutilizzo, riparazione, riciclo di materiali e prodotti, estendendo così il loro ciclo di vita e riducendo i rifiuti al minimo. Questi principi però vanno a cozzare con l’economia tradizionale (e attuale) che si basa sulla produzione, l’utilizzo e il rifiuto per poi ricominciare a produrre attraverso la disponibilità di materie prime ed energia facilmente reperibili e a basso costo. Se vuoi approfondire ti consiglio di spulciare la guida di Close the loop 🌀
Un articolo interessante è anche “Rating WWF - industria tessile e dell’abbigliamento”, un testo del WWF che propone tre ambiti di intervento in questo campo: l’efficienza ecologica, l’innovazione e la trasformazione ed infine il consumo sostenibile. Non mi dilungo troppo, ma ti invito ad approfondire se ti va.
Basta con le chiacchiere: dopo tutte queste informazioni è arrivato il momento di mettersi in gioco con una bella sfida!

Ho scoperto l’impatto ambientale del mio armadio attraverso il Fashion footprint calculator e lo voglio proporre anche a te! Clicca sul link, compila il questionario (in inglese) e in pochi minuti avrai la tua risposta. Sarà basso, medio o alto il tuo impatto? In ogni caso questo test ti aprirà gli occhi 👀 e ti fornirà consigli utili per migliorare la tua impronta ambientale 😉
Il mio risultato è abbastanza positivo (che sollievo 🙃): sono infatti una ragazza che acquista pochi capi nuovi, ma anche pochissimo o per nulla “usato”. Insomma, acquisto poco, ma ogni acquisto richiede materie prime vergini… Posso sicuramente migliorare! Questa piccola sfida mi ha fatto riflettere sull’importanza che ha ogni scelta, piccola o grande che sia. Spesso mi capita di pensare “è solo una maglietta”... e invece no, non è solo una maglietta, è una scelta che decido di fare verso un mondo più (o meno) sostenibile!
Siamo giunti al termine di questo secondo giorno di SERR… Ti ricordo che domani Andrea ti porterà alla scoperta dei materiali con cui vengono prodotti i tuoi vestiti! Potrai conoscere cosa si nasconde dietro alle etichette ed approfondire la questione delle microplastiche nei tessuti.
Se ti va di condividere con noi i risultati del tuo test e magari fare una chiacchierata per approfondire alcuni temi, scrivimi pure a questo indirizzo email (elena@impatto.io) o direttamente su Instagram (@impatto.io / @retezerowaste).
Un abbraccio 🧡
Elena

