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Giorno 6

Tessile di casa sostenibile

Buongiorno!


Qui Francesca: come sta andando la tua challenge? Ti stiamo riempiendo di informazioni, lo so, ma non temere: avrai tutto il modo di elaborarle e recuperarle nel futuro, quando più ne avrai bisogno! 🤗

Oggi ti propongo di approfondire il tema del tessile di casa, in particolare biancheria da letto (lenzuola). Partiamo?



L’impatto del tessile di casa 🏠

Devo ammettere che questo tema è un po’ insolito ed è infatti abbastanza difficile trovare dati specifici sull’impatto di lenzuola, coperte, asciugamani, tovaglie, tende… Ho tratto i dati più importanti da questo report (2020). Grossomodo, questa è la situazione:

  • Nel 2020, nell'UE-27 sono stati prodotti 6,9 milioni di tonnellate di prodotti tessili finiti (tappeti, prodotti tessili per la casa e altri prodotti tessili - no vestiti).

  • Il consumo medio di prodotti tessili per la casa per persona è stato di 6,1 kg.

  • Per produrre tutti gli indumenti, le calzature ed i prodotti tessili per la casa acquistati dalle famiglie dell'UE nel 2020, si stima che siano stati utilizzati 175 milioni di tonnellate di materie prime primarie, pari a 391 kg per persona, di cui circa il 30% (117,3kg) è da attribuire ai prodotti tessili per la casa. 

  • Sono stati necessari circa 4.000 milioni di m³ di acqua blu, pari a 9 m³ per persona e circa 20.000 milioni di m³ di acqua verde, principalmente per la produzione di cotone, pari a 44 m³ per persona.

  • Il tessile è quindi il terzo settore con il più alto impatto sull'uso del suolo (43% per gli abiti, 35% per le calzature ed il 23% per i prodotti tessili per la casa e di altro tipo), dopo quello alimentare e abitativo.

  • La produzione ed il consumo di prodotti tessili generano emissioni di gas serra, in particolare dall'estrazione delle risorse, dalla produzione, dal lavaggio, dall'asciugatura e dall'incenerimento dei rifiuti: 270 kg di CO2e per persona nel 2020, il 30% (81 kg) per i prodotti tessili per la casa. Quasi il 75% viene rilasciato al di fuori dell'Europa, soprattutto nelle importanti regioni asiatiche produttrici di tessuti.



Ogni anno trascorriamo in media 2900 ore a letto, quindi tanto vale avere delle buone lenzuola! Investire in biancheria da letto (ed asciugamani) di qualità ed ecologiche è un modo semplice per migliorare il sonno e quindi la qualità della vita (nostra e del nostro amato Pianeta). Quando si cerca una biancheria da letto (o qualsiasi altro tessile di casa) “responsabile”, si devono prendere in considerazione tre parametri fondamentali: il materiale, l'origine ed il produttore. 


Il materiale 🌾

Come abbiamo visto, la produzione di materie prime è responsabile di gran parte dell'impatto ambientale dell'industria tessile e dell'abbigliamento, anche a causa delle coltivazioni di fibre naturali.

  1. Consiglio rapido che va sempre bene: evita i materiali sintetici, come il poliestere, la viscosa o il policotone, ad esempio. Non hanno nulla di naturale, la loro produzione è raramente rispettosa dell'ambiente e ti fanno sudare un sacco. E poi rilasciano tutte quelle microplastiche (ti ricordi? Ne abbiamo parlato qui).

  2. Il cotone (in tutte le sue forme) è la fibra naturale più comunemente utilizzata per la biancheria da letto e gli asciugamani. Questa fibra, però, è considerata particolarmente problematica perché richiede enormi quantità di terra, acqua, fertilizzanti e pesticidi. L'impatto ambientale del cotone bio può essere drasticamente ridotto rispetto al cotone convenzionale, in quanto utilizza meno acqua e inquina meno. Se devi scegliere, quindi, sai cosa fare 💪

  3. Per il bene del Pianeta, potrebbe essere interessante rivolgersi anche ad altri materiali più locali, come il lino o la canapa. Il lino è una fibra naturale molto ecologica: ha bisogno di poca acqua per crescere e non richiede fertilizzanti chimici. E soprattutto cresce molto bene in Europa (ci sono delle piantagioni anche in Italia!). Inoltre, il lino è noto per le sue proprietà termoregolatrici che lo rendono fresco e traspirante in estate e isolante in inverno. Infine, la canapa è meno conosciuta del lino, ma è senza dubbio una fibra del futuro per la biancheria da letto. Confortevole, morbida, traspirante, termoregolatrice e in crescita alle nostre latitudini.


L’origine 🗺️

Sono noiosa lo so, ma ti farò lo stesso discorso che vale per tutti i prodotti, di qualsiasi natura: privilegiamo prodotti locali, se non provenienti dall’Italia almeno dall’Europa. Costano un po’ di più? Certamente, ma ne vale la pena per almeno queste 3 ragioni: 

  • chi dice locale dice anche meno CO2e. In parole povere, i vari passaggi per la realizzazione del prodotto richiedono meno chilometri = la filiera dei trasporti è molto più corta;

  • chi dice locale dice anche valorizzazione dell’economia del territorio. Non che dobbiamo essere profondamente patriotticə, però sostenere le aziende europee non può che fare bene a tuttə;

  • in Europa lə lavoratorə sono maggiormente tutelatə = minor impatto sociale rispetto alla stragrande maggioranza delle produzioni del sud est asiatico (se vuoi approfondire questo tema, dai un occhio qui).

Mi raccomando: non farti ingannare dal greenwashing e cerca sempre conferma di questi punti prima di acquistare!


Il produttore ⚙️

Anche su Amazon possiamo acquistare delle lenzuola o degli asciugamani ecosostenibili… avrà senso acquistare così, se poi scopriamo l’impatto (nascosto) di questa mega azienda? Mi piacerebbe molto dibattere su questo. Se ti va parliamone insieme! francesca@impatto.io.

Non ho (ancora) provato personalmente i loro prodotti, ma intanto ti invito a scoprire questi brands che provano ad innovare nel mondo dei tessuti per la casa:

  • Koala Sleep 

  • Losenti (loro hanno anche un bel programma di recupero di vecchi tessili)

  • Kipli (materassi, biancheria da letto, coperte…)

  • Bambaw (già conosciuta per i suoi accessori in bambù)

Informandomi sul tema mi sono imbattuta in una serie di curiose informazioni: ad esempio, lenzuola ed asciugamani dovrebbero essere sostituiti (cioè buttati) al massimo ogni 3 anni. Se avessi rispettato questa regola avrei visto passare per casa almeno 20 paia di lenzuola (quindi 40) nei miei 30 anni di vita. Io uso ancora quelle di quando avevo 15 anni e sinceramente… sono ancora in perfette condizioni 😅


Non essendoci studi scientifici a riprova di questo brevissimo tempo di vita della biancheria di casa, oggi ti propongo la seguente sfida: prenditi cura di un lenzuolo o asciugamano.

Ecco qualche consiglio concreto per affrontare questa sfida al meglio: 

  • Parti dall’etichetta: che sia un asciugamano o un lenzuolo (ma anche una tovaglia, una tenda o un tappeto se vuoi), leggine attentamente la composizione ed il metodo consigliato di lavaggio (Andrea ti ha insegnato a leggere le etichette qualche giorno fa). Al suo interno avrai quindi tutte le informazioni chiave per non danneggiare la fibra e preservarne la qualità sul lungo termine. 

  • Ripara il riparabile: puoi farlo tu armandoti di ago e filo, oppure puoi chiedere aiuto ad amicə, familiari o… professionitə. A proposito di prendersi cura e di upcycling, lascio che questo podcast ti ispiri (e ti motivi) a riparare!

  • Reinventa prima di buttare: il riciclo creativo è un mondo interessante e ci permette di dare nuova vita (e spesso funzione) ad oggetti che stanno arrivando in fin di vita. Improvvisamente un vecchio lenzuolo potrebbe diventare una federa, un grembiule da cucina o un sacco per la biancheria sporca. Insomma: cerca di recuperare i pezzi “buoni” e dai sfogo alla tua creatività!

  • Se proprio te ne devi sbarazzare: se sono ancora in buono stato donali (cassonetti dedicati con il logo dell’organizzazione che si occupa della raccolta) oppure controlla le disposizioni del tuo comune (spesso vengono raccolti nell’indifferenziato). In quest'ultimo caso, segui la guida dell’app Junker che ci dà sempre consigli utili quando si tratta di raccolta differenziata. E poi ci sono realtà belle come Losenti che iniziano a recuperare vecchi lenzuoli per farne di nuovi.


È fatta! Anche oggi è andata! Intanto CONGRATULAZIONI per essere arrivatə fino a qui 🧡

Resto sempre a disposizione, se hai voglia di raccontarmi com’è andata questa sfida e se ti piacerebbe approfondire ancora questo tema (io ne ho tanta!). Intanto ti auguro una buona giornata, ci si vede domani con Celeste per parlare di design circolare.

Un abbraccione, 

Francesca


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